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  1. Entro il 30 settembre il Governo dovrà presentare la Nota di aggiornamento al DEF e poi, a seguire, la legge di Bilancio 2019. C’è però un’urgenza che il Governo è tenuto ad affrontare: il rispetto della clausola di salvaguardia che fissa per il 2019 un aumento generalizzato delle aliquote IVA. Quali saranno le scelte sulle aliquote? Potrebbero essere diverse, con impatti diversi. Ma per aumentare l’efficienza nell’amministrazione dell’IVA sarà poi fondamentale che il Governo metta l’Amministrazione finanziaria in grado di sfruttare l’enorme patrimonio informativo che sarà acquisito con la trasmissione elettronica delle fatture, individuando alcune forme di evasione fiscale nelle transazioni business-to-business e quindi, a cascata, in quelle business-to-consumer, consentendo così un notevole recupero di efficienza e di gettito.
  2. Lo schema di decreto legislativo emanato dal Governo in attuazione della direttiva n. 2016/1164/UE riscrive, con decorrenza dall’esercizio 2019, le regole per la deduzione degli oneri finanziari da parte dei soggetti IRES. Fermo restando il meccanismo già previsto dall’attuale art. 96 del TUIR, basato su una soglia pari al 30% del ROL, cambiano molti dei criteri da utilizzare per applicare la disposizione. Tra le tante novità, si segnala la definizione degli interessi rilevanti, tra cui si comprenderanno anche quelli capitalizzati, le regole per quantificare il ROL, con il passaggio ad un calcolo secondo i valori fiscali dei costi e dei ricavi, il riporto a nuovo anche delle eventuali eccedenze di interessi attivi e il limite quinquennale per il ROL inutilizzato. Una complessa disposizione transitoria prevede, tra l’altro, la salvaguardia delle eccedenze di interessi passivi indeducibili maturate al 31 dicembre 2018.
  3. Secondo la Commissione europea, le indicazioni che l’Agenzia delle Entrate ha fornito con la circolare n. 1/E del 2018 in tema di detrazione IVA sono conformi alla giurisprudenza della Corte di Giustizia. Questo salva l’Italia dal rischio di una procedura di infrazione. Lo rendono noto con un comunicato congiunto ANC e Confimi Industria. La Commissione europea ha così risposto alla denuncia presentata nel 2017 dalle due associazioni, secondo cui resta ancora da chiarire il coordinamento con il D.P.R. n. 100/1998 in materia di liquidazione dell’IVA.
  4. Un mese a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per verificare i modelli F24 contenenti compensazioni che presentano profili di rischio. Le deleghe F24 restano bloccate per il periodo di sospensione, per essere scartate, nel caso in cui i controlli dell’Agenzia rilevino un uso scorretto del credito, ovvero per riprendere efficacia se il credito è utilizzato correttamente o una volta spirato il termine di 30 giorni. Quali sono gli effetti della sospensione dei modelli F24? Scopri rischi e criticità nel Dossier di IPSOA Quotidiano.

    Per avere tutte le risposte, consulta il Dossier F24: blocco compensazioni delle imposte

  5. Continua la diminuzione delle liti fiscali pendenti iniziata nel corso del 2012. Al 30 giugno 2018 le controversie si sono ridotte del 7,54% rispetto al precedente anno. Sono invece aumentate del 4,85% le controversie presentate presso le Commissioni tributarie provinciali. Sono diminuiti del 10,26% i ricorsi definiti. Lo ha reso noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il comunicato stampa n. 144 del 20 settembre 2018. Nel corso del secondo trimestre del 2018 è stato trasmesso con la modalità telematica il 46% degli atti processuali.

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