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  1. La Rete delle professioni tecniche e il Comitato Unitario delle Professioni, con comunicato stampa congiunto del 20 novembre 2018, hanno espresso preoccupazione per l’assenza, nella legge di Bilancio 2019, di disposizioni tese a “rafforzare l’equo compenso per i professionisti ed ampliarne l’obbligo di riconoscimento a tutti i committenti”. Gli emendamenti presentati da Deputati di diversi gruppi parlamentari e tesi ad inserire la misura prospettata dal Governo sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia.
  2. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 24 del 2018, ha fornito chiarimenti sul trattamento fiscale delle somme erogate al lavoratore dall’Ente Bilaterale tramite il datore di lavoro. La risposta appare piuttosto innovativa e in rottura con la prassi e le interpretazioni dominanti. Ma non si comprende come sia possibile considerare la contribuzione (che opera a vantaggio delle imprese) come una forma di arricchimento del lavoratore, da includere nei redditi da lavoro dipendente. Sarebbe auspicabile, pertanto, un ulteriore chiarimento volto a considerare anche le peculiarità della bilateralità artigiana.
  3. Pagare in contanti i dipendenti irregolari costerà doppiamente caro alle aziende. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 294 del 2018, ha infatti chiarito che la sanzione per il mancato utilizzo di strumenti tracciabili per il pagamento delle retribuzioni non è incompatibile con la maxisanzione per il lavoro nero. Di conseguenza, alla sanzione da 1.000 a 5.000 euro per ogni giorno di versamento in contanti dei compensi andrà ad aggiungersi la sanzione amministrativa pecuniaria per il rapporto di lavoro instaurato senza la preventiva comunicazione al Centro per l’impiego.
  4. In Italia, solo il 23% dei lavoratori dipendenti beneficia di regimi di pagamento variabili in base alla produttività e solo il 13,4% delle aziende riconosce bonus ai dipendenti e ai collaboratori legati al raggiungimento degli obiettivi di produttività, efficienza e qualità. E’ quanto emerge dalla relazione della Commissione UE sul mercato del lavoro e sugli sviluppi salariali nel 2018, che sottolinea l'importanza della produttività per sostenere la crescita dei salari. E se l’Italia non brilla nello scenario europeo, per il cambio di rotta determinante sarà il ruolo delle aziende. Una partita ancora aperta?
  5. Il decreto Dignità esclude espressamente dal suo ambito di applicazione la Pubblica Amministrazione. Tutte le novità su durata, causali, proroghe e rinnovi non interessano infatti i rapporti di lavoro a termine instaurati dalle PPAA. Ma vi è di più. Il decreto Dignità escluderebbe anche l’applicazione della reintrodotta fattispecie di somministrazione fraudolenta. Questi argomenti verranno trattati nel corso del V Forum TuttoLavoro, organizzato da Wolters Kluwer in partnership con Dottrina Per il Lavoro, FonARCom e L’Economia del Corriere della Sera, in programma a Roma il 28 novembre 2018.