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PagoPA è un'iniziativa che consente a cittadini e imprese di pagare in modalità elettronica la Pubblica Amministrazione.


PagoPA è un ecosistema di regole, standard e strumenti definiti dall'Agenzia per l'Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione, dalle Banche, Poste ed altri istituti di pagamento (Prestato di servizi di pagamento - PSP) aderenti all'iniziativa.

 

PagoPA garantisce a privati e aziende:

  • Sicurezza e affidabilità nei pagamenti;
  • Semplicità e flessibilità nella scelta delle modalità di pagamento;
  • Trasparenza nei costi di commissione.

PagoPA garantisce alle pubbliche amministrazioni:

  • Certezza e automazione nella riscossione degli incassi;
  • Riduzione dei costi e standardizzazione dei processi interni;
  • Semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

PagoPA è stato realizzato da AgID in attuazione dell'art. 5 del Codice dell'Amministrazione Digitale e dal D.L. 179/2012.

AgID ha predisposto le Linee guida che definiscono regole e modalità di effettuazione dei pagamenti elettronici e ha realizzato inoltre l'infrastruttura tecnocologica Nodo dei Pagamenti-SPC, che assicura l'interoperabilità fra gli attori coinvolti nel sistema.

 



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IPSOA

19 Febbraio 2020

RSS delle notizie Free del Quotidiano IPSOA pubblicate nell'area Bilancio
  • Revisione: quali sono le tecniche di campionamento statistico e soggettivo
    Nell’ambito delle procedure di revisione finalizzate alla formazione del giudizio sul bilancio dell’impresa, il revisore ha a disposizione diversi metodi, tra cui il campionamento di revisione, per selezionare le voci da sottoporre a verifica. L’approccio preferito dall’ISA Italia 530 è il campionamento statistico, basato su analisi quantitative; come tecnica residuale è invece possibile ricorrere al campionamento soggettivo. Seguendo questa tecnica, le verifiche vengono eseguite su un campione composto da elementi aventi la stessa possibilità di essere selezionati. Questo permette di estendere ragionevolmente i risultati all’intera popolazione. Presupposto fondamentale del metodo è la corretta e adeguata definizione del campione che dovrà tener conto delle caratteristiche della popolazione, dello scopo della verifica e del rischio che il revisore è disposto a sopportare.
  • Revisione: come identificare e valutare i rischi di errori significativi
    Dopo aver pianificato l’attività di revisione, la strategia generale e il piano di revisione, è necessario identificare e valutare i rischi di errori significativi. L’attività deve essere condotta a livello sia di asserzioni, sia di bilancio nel suo complesso e necessita di un’approfondita conoscenza dell’impresa e del contesto in cui opera, con particolare attenzione al sistema di controllo interno; indagini, ispezioni e procedure di analisi comparativa sono utili per comprendere le attività dell’impresa e il contesto in cui opera, nonchè per identificare le aree di maggior rischio. Il revisore deve, quindi, stabilire se i rischi individuati siano afferenti al bilancio o a singole asserzioni. Ma soprattutto deve definire se, a suo giudizio, siano o meno caratterizzati da significatività: in tal caso saranno necessarie ulteriori procedure di revisione.
  • Mannozzi, ANDAF: il bilancio nell’era della crisi d’impresa
    La prolungata crisi finanziaria ed economica ha lasciato segni pesanti nel tessuto delle imprese, costrette ad affrontare i percorsi tortuosi tipici dei contesti di difficoltà finanziaria e di rischio di fallimento. In questa situazione il CFO e, in generale, le figure apicali in azienda devono aggiornare la propria “cassetta degli attrezzi” per poter presidiare, tramite una capacità di corretta tenuta contabile e un bilancio di esercizio trasparente e caratterizzato da una chiara informativa, gli elementi che permettano una rapida e anticipata ricognizione della crisi, nell’eventualità che questa si paventi. Roberto Mannozzi ha illustrato a IPSOA Quotidiano i temi del XI Forum Bilancio, svoltosi oggi a Milano.
  • Revisione sulla documentazione trimestrale a supporto del calcolo degli indicatori sulla crisi
    Il codice della crisi d’impresa attribuisce grandissima rilevanza agli indicatori della crisi aziendale al fine di attivare le procedure di allerta. In particolare, costituiscono indicatori di crisi - con eventuale obbligo di segnalazione e di attivazione delle procedure di allerta - gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario. Diventa, quindi, di fondamentale importanza individuare le procedure di revisione da applicare in relazione alla documentazione trimestrale fornita dalla società a supporto del calcolo e della determinazione degli indicatori.
  • Rendiconto finanziario: chiave di lettura dello stato di salute dell’impresa
    La normativa sulla crisi d’impresa ha introdotto l’obbligo di monitoraggio continuo sulle condizioni di liquidità prospettiche. A partire dal mese di agosto 2020, tutte le imprese dovranno valutare la propria solvibilità prospettica su un orizzonte temporale di sei mesi con cadenza trimestrale. In tale ambito assume assoluto rilievo il rendiconto finanziario, in quanto strumento essenziale per dimostrare la capacità di soddisfare le uscite con gli incassi programmati, utile per creare una sorta di “ponte finanziario ideale” tra il passato e il futuro dell’azienda.

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