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  1. Più trasparenza nelle transazioni commerciali ed estensione dei pagamenti elettronici obbligatori. I due interventi, previsti nel programma del nuovo Governo, hanno un aspetto in comune: in entrambi i casi, il risultato concreto sembra essere l'aumento di adempimenti/obblighi a carico dei contribuenti e un corrispondente incremento dei dati che affluiscono all'Amministrazione finanziaria, che vedrebbe così aumentare le possibilità di analizzare e valutare il comportamento dei contribuenti. È questa la direzione giusta da intraprendere? Per rispondere positivamente, dovremmo essere certi del fatto che i dati che già attualmente l’Amministrazione ottiene siano pienamente sfruttati e che, quindi, un loro incremento, per quanto costoso per i contribuenti, sia giustificato da un’effettiva maggiore capacità di contrasto dell’evasione fiscale. Ma le cose non stanno esattamente così.
  2. I ritardi per gli strumenti applicativi degli ISA hanno indotto il legislatore a prorogare i termini di versamento risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA, che scadono nel periodo 30 giugno 2019-30 settembre 2019, a favore dei contribuenti che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 5.164.569,00 euro. Lo ha ricordato il CNDCEC in un documento pubblicato in data 20 settembre 2019, con cui fornito gli ultimi chiarimenti in tema di Isa.
  3. L’istanza di mediazione reclamo viene presentata dal contribuente all’Ente impositore per ottenere una composizione della controversia, riducendo così il numero dei contenziosi incardinati innanzi alle Commissioni tributarie. A tal fine deve essere proposta nel rispetto dei requisiti disposti dalla norma di riferimento, fra i quali, come chiarito dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 23523 depositata il 20 settembre 2019, non rientra l’obbligo di allegazione degli stessi documenti che correderanno il ricorso introduttivo da depositare in commissione tributaria.
  4. La conservazione in modalità elettronica delle note spese dei trasfertisti e dei relativi giustificativi, con distruzione del formato analogico, è ammissibile laddove i documenti abbiamo le caratteristiche della immodificabilità, integrità, autenticità e leggibilità. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 388 del 20 settembre 2019, con cui ha chiarito come in presenza di precise caratteristiche i documenti analogici possono essere legittimamente sostituiti da documenti informatici, dei quali possono essere realizzati, inoltre, duplicati informatici, come previsto dal C.A.D.
  5. In caso di accordo tra le parti con riduzione dell’ammontare imponibile di una fattura, il diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione non può essere effettuata dopo un anno dal momento delle operazioni originarie. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 387 del 20 settembre 2019, con cui ha chiarito la disciplina applicabile nel caso in cui un’operazione per la quale sia stata emessa fattura venga meno in tutto o in parte e la portata della conseguente detrazione dell’imposta corrispondente alla variazione.

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